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Dajana, la tenerezza di dar voce alla preghiera

La sua Ave Maria di Gounod convince tutti emozionando pelle e cuore

di Nadia Macrì - 12 gennaio 2018
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Un duetto con Lucio Dalla non è capitato a molti. Il brano è Sei come sei, un gioiellino, contenuto nel disco di debutto. Lei è Dajana, già nel suo nome di battesimo, un nome d'arte. La voce il suo talento più grande, lo capisce fin da subito e proprio per questo sceglie si avvicinarsi ai suoni e alle melodie con lo studio tanto che si diploma in Musiche Tradizionali e Jazz D'Insieme presso il conservatorio Tito Schipa di Lecce. E' pugliese Dajana, figlia di quella Puglia in fermento, di quella Puglia che è un abbraccio di santi, poeti e navigatori. Tutto parla di arte, tutto profuma di sogni.

Come quello di una giovane artista racchiuso nell'album Un vecchio noir citato da molti addetti ai lavori come best jazz album italiano - che è un omaggio ai suoni, colori e profumi del Brasile con una rivisitazione tecnica e passionale di jazz e bossanova a cui si accostano anche brani inediti, tra cui Clementina, il brano che mi ha fatto conoscere Dajana, la sua vocalità, i suoi successi tra figli, lauree e collezioni di premi. Anche Area Sanremo ha vinto, ma poi degli otto vincitori l'Ariston lo calcano solo in due e lei non poteva vincere quell'anno perché la sua etichetta non avrebbe mai potuto portare entrambi gli artisti, sarebbe stato un fatto troppo eclatante che avrebbe alzato polveroni e perciò a quel "sei molta brava, ci sentiamo più tardi" di Carlo Conti non ci fu nessun seguito. Però si sa i produttori vogliono comunque bene ai propri artisti e anche senza Sanremo pubblicano il brano, e con un piccolo tour fra palchi e radio, cercano di compensare le delusioni. Se ciò non avviene è colpa degli artisti, dicono i produttori. Cioè se i produttori non permettono la pubblicazione del video pronto è colpa degli artisti, se i produttori oscurano i precedenti video degli artisti è sempre colpa degli artisti, perché i produttori hanno sempre ragione, dicono.

Dajana avrà sofferto credo, però in quel vuoto ha ritrovato quello che lei stessa dice di non aver mai perso, ma a volte ciò che hai sotto gli occhi non lo vedi perchè si è abituati a guardare lontano o perché ad una certa età la vista da vicino si offusca.

Era il 2015 e Dajana ospite di una mostra dedicata a San Giovanni Paolo II, ne incontra il ritrattista ufficiale, il Maestro Giuseppe Afrune. Dalla condivisione delle reciproche esperienze di fede, Dajana raggiunge la completa consapevolezza del talento che ha ricevuto, quale dono grande di Dio, e decide di intraprendere un percorso artistico di musica sacra e liturgica, donando al Signore, fonte di ogni bellezza, la sua arte.

Ed è una preziosa interpretazione dell’Ave Maria di Gounod, fra echi di musica classica e dolci sfumature elettroniche, il primo singolo non solo dell’album Madre dell’Amore, di prossima uscita, ma di tutto questo progetto che unisce vita e spiritualità e che l'ha vista già riempire Basiliche di musica e preghiera mettendo in comunione sempre tutti, perché anche condividere lo stesso brivido può diventare comunione.

Dajana inoltre ha un'attenzione particolare verso il mondo dei sordo muti, portandosi spesso con sé delle traduttrici Lis e lo fa perché non bastano dei semplici sottotitoli per arrivare alle orecchie di chi sente le emozioni. Lo sappiamo bene che uomini con problemi di udito hanno sorpreso il mondo con le loro musiche. L'inno alla gioia di Beethoven è l'esempio più assordante di quanto la musica nasca da dentro. Dalla testa, dal cuore e può essere tradotta da spartiti in movimento. La corporeità della musica è un abbraccio, perché una sola nota sul pentagramma è un urlo, ma la musica non è mai faccenda di solisti e basta.


Ave Maria - Bach/Gounod - DAJANA [Official Video]
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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