Oggi è ...

Svolte artistiche e sociali

La U-turn di Valerio Vaiarelli

di Riccardo Musacco - 5 dicembre 2013
2012

In tempi come questi, in cui la musica che conta presso il grande pubblico spesso passa attraverso i talent show, i festival di grido o eventi comunque controllati dalle major si può ancora fare della buona musica, indipendente, autoprodotta e, soprattutto, di qualità?

Un esempio positivo, in tal senso, lo abbiamo scoperto nel profondo veneto orientale ma l’origine è palermitana verace. Un musicista di valore assoluto che, passati i trent’anni, e a seguito di un complesso percorso interiore, è riuscito, finalmente, a realizzare il suo progetto musicale. Parliamo di Valerio Vaiarelli, strumentista poliedrico, autore, arrangiatore, produttore, insegnante e chi più ne ha più ne metta, le cui radici artistiche affondano nel repertorio classico tra contaminazioni rock e afro-americane passando per esperienze etno e jazz. È uscito, in questi giorni, il suo primo lavoro solista, intitolato U-turn, 12 brani intensi che, quasi, disorientano l’ascoltatore per le estreme contaminazioni di stili e sonorità, ma in grado, sicuramente, di lasciare il segno. Si passa da brani più squisitamente reggae come 24/7 o la title-track passando poi a brani intrisi di elementi funky come in It’s ok o quasi swing come How it’s wonderful. Non mancano passaggi più rockeggianti in Feel free o Breaking news fino alla toccante ballata All along. La voce è calda e avvolgente e i testi, profondi e mai banali, vanno a toccare tematiche care all’autore come la libertà, la felicità, l’amore, con un occhio attento a quanto accade attorno a noi. Lo abbiamo incontrato per voi e gli abbiamo posto alcune domande per conoscerlo meglio.

 

Parlaci un po' di te, chi è Valerio Vaiarelli, uomo e artista?
Mi sento un essere in divenire, mi piace mettermi in discussione costantemente, chiedermi se sono nella direzione giusta, se sto realmente facendo il meglio che posso. Mi piace dare un senso al mio tempo, lo ritengo il tesoro più grande che ho a disposizione e perciò evito in ogni modo di sprecarlo. Sono un insegnante e questo mi aiuta a prendere sempre molto sul serio le cose che faccio, sono un busker e questo mi rende poco stanziale e propenso alle nuove avventure, sono attivo in diverse realtà associazionistiche e questo mi fa sentire parte di un progetto corale di unità e utilità sociale, sono un musicista e questo mi fa sentire realizzato come individuo.

 

U-turn, perché questo titolo?
U-turn nel significato più stretto vuol dire inversione a U, inversione di marcia. Per estensione significa quindi: Svolta, Grande Cambiamento. È una sorta di invito rivolto a tutti, un’incitazione verso una radicale trasformazione di massa. Non condivido molte delle cose che vedo accadere in questo mondo e quello che stiamo diventando come genere umano (vedi il testo di Breaking news), non mi piace la rassegnazione che prende il sopravvento sulla voglia di miglioramento e sono convinto che la soluzione sia uno sforzo collettivo (vedi il testo di Pressing need), che il grande cambiamento, la U-turn appunto, possa avvenire solo se tutti insieme ci adoperiamo per il bene comune, rinunciando all’egoismo e a tutto ciò che è veramente superfluo e che non ci rende liberi (vedi il testo di Feel free), solo se tutti cerchiamo di tendere ad una felicità autentica (vedi i testi di Happy e 24/7) e se ci lasciamo guidare da un’attitudine positiva nei confronti della vita (vedi i testi di It’s ok e Look ahead).

 

Trapiantato in veneto dalla Sicilia, cosa c'è della tua terra in questo tuo lavoro?
Credo ci sia l’inevitabile influenza di tutti gli anni vissuti immerso nel fermento artistico di una terra piena di talenti e di tradizioni musicali diverse. La voglia di rivalsa per aver dovuto accettare le enormi contraddizioni di una terra non libera, dove alcuni problemi sociali sono molto marcati, dove ci si abitua a non pretendere troppo dalla vita. Ma la cosa più importante è che in questo disco sono siciliani anche il chitarrista Enzo Sutera ed il batterista Toti Denaro. Due dei musicisti con cui ho avuto la fortuna di condividere le mie prime scorribande musicali, due grandi talenti che hanno saputo interpretare ed arricchire in modo straordinario le mie canzoni. A loro la mia più sincera gratitudine per l’amicizia e la disponibilità.

 

Perchè hai scelto la lingua inglese per le tue canzoni?
Essenzialmente per tre motivi. Il primo è che la lingua anglosassone offre delle enormi possibilità di sintesi concettuale ed espressiva. In secondo luogo ritengo che in termini di musicalità si sposi meglio con tutti i tipi di sound che sviluppo nelle mie canzoni. La terza ragione è che non vorrei rivolgere la mia produzione esclusivamente ad un pubblico italiano.

 

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sto già lavorando alle nuove canzoni per il prossimo album e spero di tornare il più presto possibile in studio per realizzarle. Nel frattempo vorrei viaggiare un po’ per rigenerarmi  dalle fatiche degli ultimi anni. 

 

Beh, se questi sono i presupposti, il ragazzo farà parlare di sé…

 


Valerio Vaiarelli, It's ok
1
L'autore

Riccardo Musacco

Nato a Venezia il 21/07/1973, città dove tuttora risiede, consegue la maturità classica nel 1992 presso il Liceo Classico F.lli Cavanis. Fequenta la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia dove ottiene la Laurea in Lettere nel 1998 con una tesi in Storia della Lingua Italiana sui Diarii di Marin Sanudo. Sin da piccolo ha la passione per il giornalismo nella più completa libertà di stampa ed espressione. Frequenta alcuni corsi in questo ambito, come ad esempio quello, organizzato dal Club Unesco di Venezia, di avviamento al giornalismo, fino al Master in Comunicazione e Giornalismo Multimediale a Milano tramite Innovazione Culturale Onlus e il corso di "giornalismo d’inchiesta" istituito dalla casa editrice PaginaUno di Milano. Collabora  con il periodoco sportivo "Il Trimestrale" e il quotidiano australiano di lingua italiana "Il Globo". Frequenta uno stage presso il giornale online www.lavoceditalia.it e dal 2010 al marzo 2013 diviene caporedattore della testata online www.artinforma.it, periodico di arte, cultura e spettacolo. Dal 2007 lavora per la società Teleart srl del Gruppo Best Union Company, società leader nei servizi per eventi culturali, sportivi, fieristici nell'ambito di comunicazione, assistenza tecnica e booking. Dal marzo 2013 è iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti del Veneto.
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