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Malaspina

Il nuovo album dell'autore pavese Oliviero Malaspina

di Redazione - 27 giugno 2014
2021

È disponibile in oltre 240 store digitali e in una curatissima versione in cd booklet Malaspina, l’atteso album del ritorno  di Oliviero Malaspina. Prodotto da Amedeo Pesce e Cosimo Lupo.

Malaspina, che giunge ad otto anni di distanza da Marinai Di Terra, si preannuncia come uno dei più importanti ed intensi della carriera del cantautore pavese, svelandoci il lato più intimo ed introspettivo del suo sonwriting. Quasi fosse uno dei suoi tanti ed apprezzati libri di poesie, il disco raccoglie dodici canzoni, dodici frammenti poetici, vibranti, taglienti, sanguigni, impastati nella sofferenza e nell’inquietudine. Oliviero Malaspina in questi dodici brani mette a nudo la sua anima, lasciandoci intravedere ora il buio, ora la luce che alberga dentro sé stesso, ci regala riflessioni profonde sull’esistenza, storie vissute ai margini della vita, schegge di ricordi che graffiano e segnano il cuore dell’ascoltatore.

Malaspina è il frutto della sinergia tra due autorevoli etichette discografiche, Hydra Music e Ululati dell’editore salentino Lupo Editore, che per l’occasione hanno unito le forze dando vita ad un disco prezioso, nel quale brilla tutta l’intensità del songwriting poetico di Oliviero Malaspina. Determinanti per la realizzazione del disco sono stati il contributo di Amedeo Pesce che, presso gli Hydra Studios, ne ha curato gli arrangiamenti e la realizzazione, e la preziosa collaborazione di Ettore Bianconi dei Baustelle, che ne ha curato il mixaggio.

 

Poesia e musica
È vita che evapora, si condensa nella poesia e piove di nuovo, in gocce d'oro e disperazione. L'album prende il nome dell'autore, o forse è una benedetta coincidenza tematica, perché in esso imperano gli uomini cui la luce ha girato le spalle, gravitano nella nudità le cose che accadono "al di sopra delle parole" come avrebbe detto Fabrizio De Andrè che proprio in Oliviero vide il coautore del suo ultimo album di notturni, rimasto incompiuto.

"Sono partito per questo disco da un brano Migranti scritto nel 1997 con l'ausilio di Fabrizio - racconta Malaspina - Poi ho deciso di vedere gli ultimi in faccia, non dal divano di casa. Così, dopo la convalescenza per l'intervento a cuore aperto, comunicai alla mia famiglia, allora quasi tutta in vita, che sarei andato a Roma per un po' di mesi. Lì mi gettai con gli ultimi, furono giorni sfibranti di passione per la vita che ti sputa in faccia. Nel letame che produce i fiori lontano dall'inutile scintillio dei diamanti, dalle stucchevoli maialate dei nostri politici. Poi, quando rientrai a Milano, mi fiondai coi ragazzi di vita di piazza Trento, belle anime, bei corpi. Ero lontano dallo strazio dell'affetto, ma dentro la vita vera, lontano da ogni ipocrisia, dalle veritiere menzogne delle famiglie, delle caste. Gli ultimi sono i primi, vivono, non sono noiosi, producono arte ad ogni passo, ad ogni rivolto di sole e rivolo di pioggia, hanno secchi di neve e un cuore che scalda".

 

Oliviero Malaspina
Nasce, sotto il segno dello Scorpione, il 27 ottobre 1962 a Vallechiara di Menconico (Pv). Comincia a scrivere canzoni agli inizi degli anni Ottanta, ma è dopo la laurea in Lettere Moderne ed una brevissima parentesi come supplente, che decide di seguire la sua passione per la musica e la poesia, facendo tesoro degli studi di solfeggio e chitarra classica. Il suo debutto è segnato subito dalla vittoria al Premio “Rino Gaetano”, riconoscimento mai ritirato, come racconta nell’intervista a Riccardo Bertoncelli in “Belin, Sei Sicuro?”: “(…) le selezioni si tenevano alla sede di Antenna Tre, a Castellanza; e che c’entrava anche Radio Italia, che passava i pezzi. Gli ascoltatori di Radio Italia Solo Musica Italiana dovevano votare con un tagliando che trovavano sul Radiocorriere TV. Giuro che non ne ho mai spedito uno, ma sono arrivato in finale, anzi, ho vinto, ma non mi hanno dato il premio. (…) perché ero totalmente ubriaco, impresentabile”. Dopo la vittoria nelle edizioni del 1990, 1991, e 1993 del Premio Città di Recanati, nasce la collaborazione con Cristiano De André con cui firma “Notti Di Genova” per il disco di quest’ultimo “Sul Confine”, e nel 1995 giunge al debutto discografico con “Caravaggio” (Peer Southern Italy/CNI), a cui segue l’anno successivo il suo secondo album “Hai! Hai! Hai!” (Peer Southern Italy/CNI). Snodo fondamentale del percorso artistico di Oliviero Malaspina è l’incontro con Fabrizio De André.
Le loro strade si erano già incrociate in diverse occasioni sia all’epoca del Premio Città di Recanati, della cui giuria faceva parte il cantautore genovese, sia grazie all’amicizia comune con Michele Ascolese, ma è il lavoro fatto con Cristiano per il disco “Sul Confine” la rampa di lancio per la loro collaborazione. Inizia così un periodo molto intenso, caratterizzato da una reciproca osmosi intellettuale e creativa, nel quale Malaspina e De André lavorano a progetti differenti prima un “Dizionario Dell’Ingiuria” a cui lavorava il cantautore genovese, poi ad alcuni racconti, fino a che nasce l’idea di lavorare al seguito di “Anime Salve”, “Notturni”, disco che non vedrà mai la luce, a causa della prematura scomparsa di Fabrizio De André. Malaspina però ha il tempo, e il privilegio di fare da opener ai concerti del suo ultimo tour, così come di essere tra gli artisti che due anni dopo sul palco del Teatro Carlo Felice di Genova renderanno omaggio alla sua memoria con il concerto Faber, Amico Fragile, ed in quell’occasione esegue una versione da brividi di “Canzone Del Padre”. Seguono anni difficili, burrascosi, segnati dall’abuso dell’alcool e di psicofarmaci, ma Oliviero Malaspina non si arrende e pubblica nel 2002 “Benvenuti Mostri” (Target/Sony) e nel 2005 “Marinai Di Terra” (Purple Eye/GAL). Nel 2006 a causa di un infarto si sottopone ad un intervento a cuore aperto, e dopo essersi ripreso nel 2009 pubblica un libro di racconti, "I racconti Del pesce Che piange E Che Ride", per i tipi delle Edizioni Saecula. Dal 2007 al 2010 collabora con Raphael Gualazzi per la realizzazione del disco “Reality And Fantasy”.  Negli ultimi anni, vive a Mazzantica (Vr), tenendosi ben lontano dal clamori dello showbiz, ma soprattutto scrive febbrilmente canzoni, poesie e racconti, dividendosi tra progetti artistici differenti, e lavorando al disco “Malaspina” di imminente pubblicazione.


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